Archivio mensile:febbraio 2013

OHHHH… ADESSO SI CHE CI SIAMO!!! Si integra perfettamente nel paesaggio rurale…

OHHHH... ADESSO SI CHE CI SIAMO!!!
Si integra perfettamente nel paesaggio rurale, no?! In più quando la razza umana si estinguerà, questo monolite schifezza rimarrà a testimoniare le vette della grandezza raggiunta dall'uomo moderno e l'estrema competenza dei nostri tecnici comunali e provinciali. Sulle pannellature di alluminio mettiamo i loro volti per favore. A imperitura memoria ed eventuale culto delle varie personalità che nel corso degli anni hanno permesso tutto questo.

RIMINI UPTOWN FA I COMPLIMENTI AD HERAMBIENTE PER LA "GESTIONE TEUTONICA DELL'IM…

RIMINI UPTOWN FA I COMPLIMENTI AD HERAMBIENTE PER LA "GESTIONE TEUTONICA DELL'IMPIANTO".
NOI CHE AVEVAMO PAURA DI INCOMPETENZA E SUPERFICIALITA'...
PERO' QUESTA MATTINA IL FETORE BALLAVA COL RUMORE...
SPERIAMO CHE OGGI NON CI FOSSE UNA DELLE MILLE DELEGAZIONI INVIDIOSE DI AVERE ANCHE LORO UN BELL' ECOMOSTRO PUZZONE IN MEZZO ALLE CASE.
A PROPOSITO... QUAND'E' CHE LO CHIUDONO?

SE SI SA DI CHE COSA SI STA TRATTANDO MOLTE PAURE VENGONO MENO??? NON SIAMO PER…

SE SI SA DI CHE COSA SI STA TRATTANDO MOLTE PAURE VENGONO MENO??? NON SIAMO PER NIENTE TRANQUILLI!!! TRANQUILLO E' MORTO... PROPRIO PERCHE' PARLA L'ING. GALLI DI HERAMBIENTE
Qualunque cosa faccia Hera sul nostro territorio, noi abbiamo paura. Paura che deriva da anni di esperienza e di dura lotta fatta di esposti su esposti per non soccombere ai disagi delle sperimentazioni che in zona Covignano l'Ing. Galli ha fatto: "Se si sa di che cosa si sta trattando molte paure vengono meno. Molte paure vengono meno perchè ormai da molti anni questo territorio convive con l’impianto di compostaggio. Il nuovo impianto di compostaggio, il terzo in termini temporali è stato avviato agli inizi degli anni 2000 nel 2002 è entrato in esercizio ed era il terzo, perché il primo era entrato in esercizio nel 1989, quasi sperimentale, anzi tutt’altro che quasi, SPERIMENTALE! Ed è stato un impianto storico, di riferimento per fare la normativa di settore a livello nazionale. Il decreto ministeriale del 1997 ha fondato tutte le esperienze sull’impiantino che avavamo realizzato immediatamente dopo, agli inizi degli anni novanta. Il compost di qualità ottenuto cioè dal trattamento aerobico dell’umido della raccolta differenziata , è stato classificato sempre nel 1997 un fertilizzante nell’elenco dei fertilizzanti grazie alle esperienze fatte quà.
Io nel 1991 ho presentato una richiesta per il riconoscimento tra i fertilizzanti del compost di qualità, è diventata legge nazionale grazie a cà Baldacci. Questo lo devo dire con orgoglio. Senza scendere in particolari lacrimevoli, ero assai più giovane allora, come alcuni miei colleghi, Fausto Pecci ha gestito nell’89 come primo responsabile, ringrazio altri colleghi che sono intervenuti, anche da fuori per sostenermi supportarmi ed integrarmi nelle cose che andrò a dire nel caso fosse necessario.
Poi alla fine degli anni 90 ho ottenuto un finanziamento nazionale della bellezza di 7 miliardi e mezzo a copertura del 50% dell’investimento per realizzare il terzo impianto di compostaggio. Ci abbiamo messo altri 7 miliardi e mezzo come azienda allora amia nella fase di transizione amia hera e alla fine 2002 abbiamo iniziato l’attività sul nuovo impianto di compostaggio attraverso un confronto serrato e diretto con le autorità, provincia, arpa, usl e progressivamente, anche sulla base delle esperienze precedenti mancando dei riferimenti nazionali ci hanno progressivamente imposto interventi migliorativi per ridurre l’impatto ambientale. Parecchie notti mi incrociavo vicino all’impianto con il dott. Stambazzi (Dirigente Arpa ndr) che chiamato dai cittadini chiamava anche noi e ci si ritrovava a mezzanotte a verificare lo stato delle cose. Comunque al di là di questa storia poi siamo evoluti, abbiamo realizzato un impianto che negli ultimi anni non ha certo creato problemi , cioè non ci sono stati problemi di odori nonostante non fosse totalmente tamponata la fase di seconda maturazione.
Con l’intervento attuale abbiamo deciso di replicare l’esperienza già fatta a cesena, Romagna Compost, una società controllata da Herambiente nella quale il vecchio impianto di compostaggio è stato integrato con dieci celle di digestione anaerobica a secco sulla base di un brevetto tedesco che è stato selezionato dall’Ing. Piraccini qui presente che è stato realizzato, è entrato in esercizio nel novembre 2009. Quindi abbiamo tre anni di esperienza alle spalle con un netto miglioramento in termini di qualità ambientale e di riduzione degli impatti sul territorio che è stato riconosciuto dagli stessi cittadini che mensilmente essendoci anche una discarica nel territorio, ogni sabato mattina vengono a fare visita alla discarica e verificare la situazione e devo dire hanno apprezzato l’intervento fatto". Vorremmo sottolineare che l'impianto di Cesena è in un calanco disabitato, ci siamo stati e che la poco redditizia produzione di compost sta per diventare una copertura, una scusa per il ben più ghiotto business dell'energia elettrica (ne parleremo...)

L'inceneritore di Spittelau, portato ad esempio dal sindaco Andrea Gnassi durant…

L'inceneritore di Spittelau, portato ad esempio dal sindaco Andrea Gnassi durante l'incontro del 6 febbraio, è un impianto di trattamento termico dei rifiuti della città di Vienna, completato nel 1971 e ridisegnato esternamente da Friedensreich Hundertwasser (un famoso artista, architetto, ecologista austriaco) dopo un incendio nel 1987. Tale inceneritore non è un esempio di eccellenza nell'ambito della gestione del trattamento dei rifiuti, e quindi delle ricadute sulla salute dei cittadini, ma un riferimento possibile per la mitigazione dell'impatto visivo dell'impianto.
Senza dimenticare la necessità di affrontare la mitigazione dell'impatto ambientale relativamente ai danni sulla salute pubblica,
prendendo spunto da questo progetto, proporrei al comune di Rimini di indire un concorso internazionale, coinvolgendo l'assessore alla cultura Massimo Pulini, rivolto ad artisti italiani e stranieri, per affrontare e risolvere il problema dell'impatto visivo dell'ecomostro, che non potrà in ogni caso ridursi alla messa a dimora di un certo numero di piante. E' arrivato il momento di smettere di considerare il verde come una sorta di tappeto sotto il quale nascondere i problemi della nostra società.