Archivio mensile:marzo 2013

Bacheca Facebook di Rimini UPtown: difendiamo Covignano e dintorni 2013-03-30 10:40:41


Rimini: Biodigestore. Il Comitato presenta reclamo contro certificazione EMAS
www.newsrimini.it
Dopo gli esposti, un reclamo. Prosegue la battaglia del Comitato Rimini Uptown contro il biodigestore di Cà Baldacci. Questa volta oggetto del contendere è la certificazione EMAS che permette l'uso del marchio di qualità ambientale da parte della società Herambiente.

Bacheca Facebook di Rimini UPtown: difendiamo Covignano e dintorni 2013-03-30 10:40:10


29 03 2013 | Rimini | Biodigestore Ca’Baldacci, Rimini Uptown chiede il ritiro della certificazione.
www.inter-vista.it
Il comitato Rimini Uptown, quello dei residenti di San Martino alle prese con il collaudo del biodiegstore Hera Ca’Baldacci ha scritto oggi al comitato di certificazione ambientale Emas per contestare l'uso del marchio di qualità ambientale da parte della società nell'impianto. La lettera è corredat...

HERA ha costruito l'impianto di compostaggio con incentivi pubblici dicendone me…

HERA ha costruito l'impianto di compostaggio con incentivi pubblici dicendone meraviglie e devastando la zona. Presto si è dimostrato insostenibile. Nel 2011 a fronte del movimento di 86.000 tonnellate di materiale e relativo PM10 sono state "cedute" soltanto 2.900 tonnellate di compost, di cui 2.500 solo a 7 soggetti di cui 900 ad una azienda agricola e 220 ad un'altra azienda alla quale la Procura di Forlì nel febbraio dello scorso anno ha apposto sigilli all’impianto di produzione della pollina, con il Corpo Forestale dello Stato.


Cattivi odori: scattano i sigilli all’Agrofertil - Il Resto Del Carlino - Forlì
www.ilrestodelcarlino.it
La Forestale ha sequestrato lo stabilimento di Santa Sofia dove si lavora la pollina di Oscar Bandini

Una possibile soluzione per la centrale di biogas di Cà Baldacci Mi sembra che l…

Una possibile soluzione per la centrale di biogas di Cà Baldacci
Mi sembra che l'acceso dibattito che si è creato intorno al alla centrale di biogas e i fatti accaduti dimostrino diverse cose:
1) la zona non è scarsamente abitata, come dice Hera, anzi al contrario è abitata da tanti cittadini attivi e interessati a proteggere il loro bel territorio
2) l'impianto non è affatto una meraviglia ecologica a impatto zero, come dice Hera, ma al contrario ha già rivelato tutti gli impatti possibili: dall'inquinamento alla rovina paesaggistica del territorio; dal rumore alla puzza. Se fosse vero che è a impatto zero i cittadini non se ne sarebbero accorti
3) come tutti gli impianti può essere soggetto a incidenti e rotture ed è proprio per questo che il buon senso dice di fare questi impianti lontani dai centri abitati e dalle abitazioni civili
4) le aree industriali sono identificate come aree che, proprio per le caratteristiche di disturbo che hanno, devono essere poste lontano dai centri abitati e dalle abitazioni dei cittadini.
Nel caso di Cà Baldacci è stata creata un'area industriale "ad hoc" dove non c'era ragione che ci fosse. In mezzo a una bella campagna coltivata, sulla strada dei vini e dei sapori, nella prima fascia verde limitrofa alla città di Rimini.
Da tutto ciò si evince una sola cosa: da qualsiasi parte lo si guardi quell'impianto non doveva essere fatto lì. L'impianto di compostaggio preesistente era già il massimo che quella zona potesse sopportare.
Non rimane quindi che una soluzione: che Hera vada a fare l'impianto in una zona più idonea e che l'impianto di Cà Baldacci venga riconvertito in un centro sportivo polivalente a gestione comunale diventando così una risorsa restituita al territorio e non la maledizione che adesso è. Credo che gli abitanti di quella zona se lo meritino, e che se lo meriti anche la città di Rimini.

HERA nel comunicato inteso a spiegare l’INCIDENTE della notte del 4 marzo CONFER…

HERA nel comunicato inteso a spiegare l’INCIDENTE della notte del 4 marzo CONFERMA CHE E' ACCADUTO UN FATTO GRAVE e tutt’altro che normale: IL MALFUNZIONAMENTO DI UN DISPOSITIVO DI SICUREZZA CHE DEVE BRUCIARE TUTTO QUELLO CHE NON DEVE ESSERE DISPERSO IN ATMOSFERA, LA COSIDDETTA TORCIA (nella foto con una bella casa vicino!).
LA TORCIA E’ UN DISPOSITIVO DI SICUREZZA PREVISTO DALLE PRESCRIZIONI TECNICHE GESTIONALI PER GLI IMPIANTI A GAS (DGR 1495/11): "considerare l'obbligo di dotare l'impianto di dispositivi di sicurezza per la combustione del biogas quando quest'ultimo non è avviato ai consumi finali”, “Tale sistema deve essere costituito da una torcia (…)“;“In fase di avviamento dell’impianto quando il biogas prodotto non ha sufficiente contenuto di metano per essere avviato al cogeneratore è necessario prevedere un sistema che eviti la sua immissione in atmosfera come ad esempio l’utilizzo di combustibili supplementari (per sostenere la torcia)”;
Il personale intervenuto la sera dell’incidente ha parlato chiaramente di accumulo di biogas. Adesso viene confermato che anche il dispositivo di sicurezza (che solitamente brucia gas secondari di scarto o biogas in accumulo in caso di emergenza) è andato in avaria e non ha fatto il suo dovere dalle 20:43 alle 22:28, mettendo giustamente in allarme ed in pericolo i residenti.
Hera all’indomani dell’incidente si è affrettata a parlare di normali procedure e di arie di lavaggio delle celle. Che fine hanno fatto? Noi la nube l’abbiamo vista e sentita. I conti di Hera non tornano.
I nostri conti tornano perfettamente. Non abbiamo molto da aggiungere né ci piace farci prendere in giro. Ci aspettiamo che l’assessore Sabba a seguito del mancato rispetto di una precisa prescrizione faccia quello che deve fare. Ci aspettiamo che le autorità diano il giusto peso a quello che è successo.

guardate cosa sta succedendo nelle Marche

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Bufera Biogas! Tra gli indagati il dirigente regionale Luciano Calvarese.
nobiogasostra.wordpress.com
Fonte: "etvmarche.it" Le prime avvisaglie arrivano attorno alle otto del mattino. A Camerata Picena i bambini stanno entrando a scuola, con i primi raggi del sole. Sulla strada si staglia una colon...