Archivio mensile:aprile 2013

La strada che scorre in prossimità della chiesa di San Martino in Venti e che sa…

La strada che scorre in prossimità della chiesa di San Martino in Venti e che sale a congiungersi con l’attuale via detta “di Santa Cristina”, non si distingue particolarmente dalle tante altre che si diramano nella popolatissima campagna del territorio riminese. Eppure, secoli addietro, questa stradina dall'apparenza anonima rappresentava qualcosa d’altro e di più importante, in quanto essa era compresa in un tratto della cosiddetta Strada regia, ovvero della direttrice che, lasciando la via Flaminia dopo il Passo del Furlo, si inoltrava in direzione di Urbino per giungere in Romagna; qui, guadato il fiume Marecchia, la Strada si collegava direttamente alla via Emilia, per così dire bypassando l’intera zona costiera percorsa dalla vetusta arteria tracciata dal console Flaminio.
Quindi è possibile che, in un imprecisato giorno del 1231, un maestro lapicida - il cui nome fu forse Andrea – fosse alle prese proprio con le grandi pietre provenienti da un perduto monumento romano che tuttora si vedono inserite nelle murature di San Martino in XX........ lo scalpellino vide probabilmente ciò che pensava non avrebbe mai osservato in vita sua.
Infatti, in quel dì, sicuramente preannunciato dai segnali di fumo che trasmettevano la notizia da una fortezza all'altra ed anticipato da funzionari incaricati di predisporre il transito del grande corteo, a sfilare attraverso il territorio controllato dal fedelissimo Comune di Rimini fu null’altri che colui che si era guadagnato l’appellativo di Stupor Mundi, ovvero Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano impero. Come noto, lo stupore evocato dal soprannome riguardava diversi aspetti della personalità poliedrica di Federico, tra cui l’abitudine di collezionare e portare al seguito uno stuolo di animali esotici tra cui elefanti, cammelli, giraffe, ghepardi ed altre specie ancora. Proviamo così ad pensare quale fu l’impressione del maestro lapicida, forse accorso assieme ad altri ad osservare la fastosa corte itinerante, nel momento in cui vide passare davanti a sé quegli animali che, più o meno considerati alla stregua di miti, era solito immaginare e scolpire, creando quelle serie di fantasiose creature in pietra che affiorano qua e là in tante chiese romaniche.

Il maestro lapicida pensò bene di ricordare il passaggio dello strabiliante corteo con un’iscrizione lapidea che, all’incirca, spiegava come “Nell’anno del Signore 1231, sotto il papato di Gregorio e l’impero di Federico, nella quarta indizione, al tempo in cui Federico venne e condusse con sé elefanti, cammelli e altri mirabili animali, quest’opera fu completata”.
Si può poi anche ritenere che la memoria dell’epica sfilata della corte itinerante di Federico si sia tramandata per diverse generazioni, tra la gente del luogo; ciò che però il lapicida non avrebbe probabilmente mai immaginato è che, a otto secoli dall’avvenimento, la sua semplice ma evocativa iscrizione sarebbe stata considerata preziosa testimonianza dei fatti del tempo e, come tale, esposta assieme a sommi capolavori della propria epoca.

Venerdì sera, ieri a mezzogiorno e a cena si sentiva un gran brutta puzza e un g…

Venerdì sera, ieri a mezzogiorno e a cena si sentiva un gran brutta puzza e un gran rumore nell'arco di almeno 700 metri dall'impianto. Vorrei che provincia, comune, arpa e hera ci mettessero per iscritto in che modo il biodigestore sarebbe migliorativo rispetto all'impianto di compostaggio precedente. Siamo in campagna ma è come essere seduti sulla corsia di emergenza di un'autostrada, circondati da bidoni di immondizia aperti e maleodoranti respirando puzza e....... cos'altro? La nostra vita non è migliorata di sicuro...... quindi per CHI l'impianto è migliorativo?